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Etichette energetiche

27/02/2014

Etichette energetiche

Lo sapevi che almeno un elettrodomestico su cinque riporta sull’etichetta energetica una classe diversa da quella reale? Un problema non indifferente se si considera l’attenzione che i consumatori stanno iniziando a mettere nel momento dell’acquisto di Tv, frigoriferi e altri elettrodomestici. Per aiutare i cittadini a fare chiarezza è nata la campagna europea MarketWatch, frutto della collaborazione 16 organizzazioni in Europa, tra cui Legambiente con il supporto dell’associazione consumerista Movimento difesa del cittadino in Italia.

L’obiettivo di MarketWatch sarà infatti quello di  fare luce su produttori e rivenditori che non rispettano le direttive sull’Ecodesign e sull’Etichetta Energetica, privando, di conseguenza, i consumatori dei risparmi che avrebbero potuto ottenere se l’etichetta del prodotto avesse riportato i dati corretti. “Dati ufficiali  – ha dichiarato il responsabile della campagna Davide Sabbadin – indicano che i rivenditori (supermercati, catene specializzate, negozi ecc.) dimenticano di apporre l’etichetta su circa il 20% dei prodotti, che così arrivano senza indicazioni energetiche al consumatore, mentre un ulteriore 15% di elettrodomestici è etichettato in modo scorretto e in queste condizioni è molto difficile comparare e scegliere bene sia per le proprie tasche che per l’ambiente”.

Il fatto che prodotti non conformi alle due direttive riescano comunque ad arrivare sul mercato e nelle nostre case determina una perdita fino al 20% dei risparmi economici ottenibili e anche un enorme  di spreco di energia: circa 100 TWh all’anno,  che corrisponde al consumo domestico di tutta l’Europa orientale, e si traduce in bollette più alte per tutti.
 
La campagna – cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del fondo Intelligence Energy Europe – esaminerà ogni anno 300 punti vendita negozi fisici, di cui 60 in Italia, per controllare le etichette di oltre 25.000 prodotti; a tutto ciò affiancheremo anche test approfonditi sugli elettrodomestici. “L’obiettivo è quello di recuperare almeno il 10% di quel mancato risparmio dovuto alla etichettatura scorretta per far risparmiare ai cittadini europei oltre un miliardo di euro l’anno in bolletta, pari a 9 TWh di corrente, che corrisponde all’intero consumo residenziale annuale di un paese come la Danimarca”.
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